per sassofono, tromba e pianoforte
Lamberto Lugli

Quattro movimenti ispirati alle Quattro stagioni di Vivaldi

“Se una qualsiasi musica agisce sull’ascoltatore attraverso le leggi dell’acustica, facendo vibrare l’aria e suscitando in modo indifferente insolite sensazioni, grande invece è l’appeal che la “musica a programma” ha nei confronti di chi si pone all’ascolto di un brano ispirato da un tema extramusicale.  Fin dal Cinquecento molti sono i compositori che si sono impegnati nel narrare una storia con mezzi puramente musicali prendendo per mano l’ascoltatore con le sole immagini sonore.  Uno degli esempi più noti della letteratura musicale barocca sono le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi; una quadriade indissolubile di Concerti che mai nessun pezzo è riuscito a oltrepassare nell’evocare le stagioni.   

Quando Alex e Morris Sebastianutto, da autentici virtuosi del sax e della tromba, mi parlarono del loro progetto “Four Seasons” con la richiesta di scrivere un brano ispirato all’opera di Vivaldi, subito mi si sono posti tanti interrogativi sul modo di procedere e di confrontarmi con un pezzo così noto della storia della musica. L’approccio non poteva essere quello della trascrizione, né di un arrangiamento più o meno consonante con l’originale, né di una pura e semplice operazione di assemblage strutturata.

Poi l’idea: quella di “storicizzare” la scrittura. Rivisitare ogni stagione attraverso lo stile di un compositore del Novecento che potesse caratterizzare e dare una impronta al movimento. La prima associazione è stata immediata, oserei dire obbligata: Primavera – Stravinsky. Poi di seguito Ravel, Poulenc e Gershwin.  

Rendere un omaggio quindi, non solo a Vivaldi, ma ad un periodo storico affascinante e prolifico come la prima parte del secolo scorso. Un momento di leggerezza compositiva essenzialmente comunicativa proposta con una immagine sonora, una testure, legata alle sonorità offerte dal sax e dalla tromba con il supporto del pianoforte sotto l’egida stilistica dei Maestri del Novecento”.