SOLISTA

ELEMENTS

Fire, Air, Water, Earth 

di Massimiliano Messieri (2022)

[Durata 30 minuti]

Saxofono Contralto solista e Orchestra Sinfonica

Progetto pensato dal saxofonista Alex Sebastianutto che, attraverso la penna del compositore Massimiliano Messieri, vuole mettere in evidenza la problematica ambientale-sociale (rapporto indissolubile fra società umana e natura) tramite una composizione volta a smuovere attraverso la musica la sensibilità dell’ascoltatore nei confronti di un tema attuale e fondamentale per la sopravvivenza del genere umano quale la consapevolezza che “l’uomo non domina la natura, ma ne è parte integrante”. Tanto l’Oriente quanto l’Occidente hanno sviluppato una stretta connessione tra il microcosmo umano e il macrocosmo naturale. L’importanza dell’equilibrio degli Elementi è alla base della vita della specie umana e dell’esistenza dell’intero universo. Dall’interazione di questi Elementi, composti da particelle mescolate in proporzioni variabili, hanno origine tutti i fenomeni del cosmo: la nascita, la morte, la trasformazione.

World Premiere 27 ottobre 2022, Orchestra Sinfonica di Sanremo, direttore Nayden Todorov

KU

Prayer for alto saxophone and orchestra

di Massimiliano Messieri (2026)

World Premiere 14 novembre 2026, Longmont Symphony Orchestra, direttore Elliot Moore

KU (2026) – Preghiera per sassofono contralto e grande orchestra
Sebbene nato quattro anni dopo Elements Concerto (2022) e caratterizzato da un organico più imponente (con ottoni posizionati nello spazio davanti all’orchestra e al solista) KU ne rappresenta la naturale ed evolutiva conclusione.
In giapponese KU significa “il vuoto”, inteso come la sorgente e il punto di connessione con l’energia creativa primordiale dell’universo. Scritto per completare il ciclo dei cinque elementi, il brano si aggancia idealmente al quarto movimento (Earth): nasce infatti da qualche secondo di puro silenzio, scandito unicamente dal gesto del direttore.
Una pagina di intensa forza spirituale concepita come un ponte verso il ciclo, ma capace di vivere di vita propria come una grande, isolata preghiera rivolta al cosmo.

SONG BOOK

Prelude, ⁠Orientale, Spleen, Blokus, ⁠Noel 1991, ⁠Chaud devant!

di Jean-Denis Michat (2017)

[Durata 18 minuti]

Saxofono Soprano solista e Orchestra d’Archi

Song Book, capolavoro del celebre sassofonista e compositore francese Jean-Denis Michat, è un’opera affascinante e profondamente lirica scritta per sassofono soprano e orchestra d’archi. Fortemente ispirato dalla musica vocale e dall’intensità drammatica delle arie d’opera, il brano trasforma il sassofono in un vero e proprio cantante lirico, affidandogli melodie vibranti e cariche di pathos. Attraverso una scrittura raffinata e coinvolgente, la composizione esplora l’intera gamma di colori e sfumature timbriche dello strumento, lasciando spazio anche a momenti d’improvvisazione affidati al solista, che permettono a ogni esecutore di esprimere appieno la propria personalita artistica per un’esperienza sonora intima, espressiva e di straordinaria eleganza.

JAN'S SHRIEK

di Lamberto Lugli (2003/2017)

[Durata 18 minuti]

Saxofono Contralto solista e Orchestra Sinfonica

“Jan’s Shriek” per sassofono e orchestra sinfonica di Lamberto Lugli è un’opera di travolgente tensione drammatica, in cui la virtuosa scrittura contemporanea si intreccia con una profonda carica simbolica ed etica. Il brano trae infatti ispirazione dal tragico e stoico sacrificio di Jan Palach, studente ceco che nel 1969 si diede fuoco a Praga per protestare contro l’occupazione sovietica. In questa complessa architettura sonora, il sassofono solista incarna lo spirito stesso di Palach: una voce individuale, graffiante e disperata che si leva con forza, alternando slanci di straziante lirismo a slanci pirotecnici, frullati e lacerazioni timbriche che danno corpo all’urlo soffocato della protesta. L’orchestra sinfonica non si limita ad accompagnare, ma erige attorno al solista un muro sonoro imponente e minaccioso, fatto di percussioni secche, ottoni taglienti e trame d’archi vorticose, metafora sia del potere oppressivo sia del contesto tumultuoso dell’epoca. Nel dialogo serrato e spesso conflittuale tra il sassofono e la massa orchestrale, Lugli trasforma il fuoco del gesto storico in pura materia acustica, regalando all’ascoltatore un ritratto sonoro di rara intensità emotiva, dove il dolore si muta in testimonianza e la musica si fa grido indelebile di libertà.